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La pizza: una storia ancora tutta da raccontare

Quando si parla di pizza, come italiani pensiamo di essere autentici... scienziati del ramo. Sappiamo tutto, o almeno così crediamo, su uno degli alimenti tricolore più famosi al mondo: ricette tradizionali, origine, diffusione, tipi di impasti.

La realtà è che sulla pizza girano storie sempre uguali, e sempre ugualmente confuse: in tanti la pensano inventata a Napoli, frutto di un omaggio alla Regina Margherita di Savoia. Eppure non è proprio così che è andata, e questo sito si propone di fare un po' di chiarezza su un argomento che per quanto leggero (si parla di cibo, dopotutto!) è comunque polarizzante.

Una storia da riscrivere

La pizza di oggi è la versione codificata e certificata di un piatto antichissimo e dall'origine non italiana: sono infatti i commercianti greci a introdurre presso l'antica Roma delle focacce di farina di grano variamente condite. Oggi le chiamiamo "pite", e le mangiamo con il cibo tradizionale della penisola ellenica.

In un contesto dove il pane era impastato con farina di farro, duro e poco appetitoso, fu un'autentica rivoluzione. Quelle pite originarie, con un nome molto simile ("pinsa") divennero un alimento richiestissimo, veloce da preparare, di grande successo presso i militari impegnati in campagne belliche.

La pizza (ancora una volta, il nome lascia intuire l'origine comune a tutte e tre le preparazioni) è il cibo povero per eccellenza, che prima dell'introduzione in Europa del pomodoro si condiva semplicemente con verdure, olio di oliva e pezzi di carne, spesso avanzi di pasti precedenti.

Oggi ne esistono di gourmet, costose e particolari, ma alla base rimane un impasto di sola acqua, lievito e farina, da condire come più si desidera: il manifesto di un mangiare semplice ed essenziale.